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Bullismo e Cyberbullismo, introduzione pratica per genitori





Cosa è il bullismo?

Con il termine bullismo ci si riferisce ad episodi di oppressione fisica o psicologica, reiterati nel tempo e perpetuati da una o più persone nei confronti di qualcuno percepito come più debole.

In una indagine dell’Istat emerge che un adolescente su cinque, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, subisce atti di bullismo più volte al mese e che oltre il 60% dei ragazzi assiste annualmente a episodi di bullismo.

E' importante ricordare che oltre ad episodi apertamente aggressivi come strattoni, schiaffi, aperte intimidazioni o minacce, rientrano in questa categoria di prevaricazioni anche il rubare oggetti, estorcere denaro o la meno evidente ma dolorosa costante esclusione dalle attività di gruppo o della classe.


Cosa è il cyberbullismo?

Il Cyberbullismo consiste nell'invio di messaggi offensivi, insulti o di foto umilianti tramite sms, e-mail, materiale condiviso in chat o sui social network, al fine di deridere o molestare una persona per un periodo più o meno lungo. Il Cyberbullismo è particolarmente pericoloso perché, compiendosi in rete, travalica i limiti dello spazio e del tempo: la vittima vi è esposta potenzialmente in qualsiasi momento e le prevaricazioni sono visibili in modo permanente da un pubblico sterminato.

Per la vittima di un cyberbullo, dunque, non ci sono tregue o vie di fuga.


Il pericoloso processo di deresponsabilizzazione

Gli autori (ma anche gli spettatori) di atti di bullismo e cyberbullismo mettono in atto un meccanismo psicologico noto come disimpegno morale, tramite cui l’individuo si autogiustifica, disattivando parzialmente o totalmente il controllo morale sul proprio comportamento, evitando così i sentimenti di svalutazione, senso di colpa e vergogna.

Nel Cyberbullismo questo meccanismo è ancora più forte a causa della scarsa responsabilizzazione che i ragazzi sentono nel postare online contenuti anche molto intimi sia propri che altrui. Sentono sostanzialmente una minore responsabilità perché il gesto viene compiuto online e non nella vita vera e questo li porta ad essere ancora meno empatici con la vittima.

Tutti quelli che partecipano anche solo con un like o un commento diventano, di fatto,

corresponsabili delle azioni del cyberbullo facendo accrescere la portata dell’azione.


La legge ci aiuta a cogliere la serietà del problema!

Bisogna tenere in considerazione un aspetto molto importante: mettere un “like” su un social network, commentare o condividere una foto o un video che prende di

mira qualcuno, mette ragazzi e ragazze nella condizione di avere una responsabilità morale e legale. In Italia, grazie alla Fondazione Carolina, è stata emanata la legge 71/17 che introduce il concetto di Cyberbullismo nel nostro scenario legale.

Questa legge si pone a tutela dei minori supportando la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo e prevede misure prevalentemente a carattere educativo e rieducativo.


Quali sono gli effetti psicologici di bullismo e cyberbullismo sulle vittime?

Per le vittime le conseguenze possono essere molto negative e tra queste troviamo:

  • problemi di autostima,

  • difficoltà nell'apprendimento e nel rendimento scolastico,

  • senso di solitudine e inadeguatezza,

  • isolamento sociale,

  • depressione,

  • ansia,

  • disturbi alimentari,

  • disturbo post traumatico da stress (PTSD).


Quali sono i rischi psicologici per il bullo?

Non sono solo le vittime di bullismo e cyberbullismo ad aver bisogno di sostengo e di intervento! Il bullo stesso è vittima delle sue dinamiche prevaricatorie e spesso manifesta:

  • difficoltà nel controllo della rabbia,

  • una scarsa empatia,

  • difficoltà a riconoscere e distinguere le proprie emozioni,

  • sentimenti di inadeguatezza e bassa autostima.

Sono questi tutti fattori di alto rischio per lo sviluppo psichico dei ragazzi che andrebbero affrontati e trattati per evitare che possano definire totalmente la loro identità adulta aumentando il rischio di sviluppare importanti sintomi psicologici o disturbi di personalità.


Cosa possiamo contro il bullismo e il cyberbullismo?

Cosa possiamo fare, come insegnanti e come genitori, per contrastare e prevenire il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo?

Il primo passo è quello di essere degli adulti sensibili e in grado di cogliere i segnali di sofferenza delle vittime, così come il disagio dei bulli. I ragazzi devono poter contare su dei punti di riferimento affidabili cui potersi rivolgere per chiedere aiuto superando il silenzio e la vergogna.

Come adulti, dobbiamo essere in grado di educare i ragazzi alla costruzione di buone relazioni interpersonali, basate sul rispetto e sull’accettazione delle differenze e delle fragilità altrui.


Quali sono i segnali che devono allertarmi rispetto ad episodi di bullismo e cyberbullismo?

Questo è un elenco di segnali a cui i genitori dovrebbero prestare particolare attenzione e che potrebbero indicare la presenza di dinamiche riconducibili ad episodi di bullismo o cyberbullismo:

- segni sul corpo, graffi, lividi,

- vestiti sporchi e/o strappati;

- il bimbo/ragazzo “perde” spesso oggetti personali o del corredo scolastico,

- non vuole andare a scuola o cerca delle "scuse" per non andarci,

- dorme male e fa brutti sogni,

- cambia strada per andare e tornare da scuola o chiede di farsi accompagnare piuttosto che prendere l’autobus,

- manifesta difficoltà di concentrazione, si annoia facilmente, i voti a scuola peggiorano,

- mangia molto di più o molto di meno,

- ha frequenti crisi di pianto o di rabbia,

- è molto silenzioso e depresso,

- accusa di frequente mal di testa, mal di stomaco, mal di pancia o altri sintomi somatici,

- smette di uscire, ha meno amici o nessun amico,

- chiede più soldi o più denaro del solito,

- scatta se qualcuno si avvicina al suo cellulare, o lo tiene nascosto.

Lo stato di disagio vissuto dalle persone coinvolte potrebbero rendere necessario rivolgersi ad un servizio deputato ad offrire un supporto psicologico.


Alcune informazioni utili per genitori e insegnanti

Il Ministero dell'Istruzione da alcuni anni sta portando avanti dei progetti specifici per

monitorare questi fenomeni e supportare docenti, genitori e ragazzi in difficoltà. Un genitore preoccupato per il proprio figlio può rivolgersi alla scuola chiedendo di parlare con un membro del Team Anti- Bullismo e Cyberbullismo che le scuole stanno istituendo al proprio interno.

Il genitore potrà trovare così supporto ed essere guidato in una valutazione più attenta della situazione al fine di attivare eventualmente tutte le risorse, anche specialistiche, necessarie.

Il Ministero dell’Istruzione ha anche attivato un numero verde – 800 66 96 96 – a cui sia i genitori che i ragazzi possono chiedere informazioni e supporto per districarsi in situazioni critiche e ricevere sostegno.

In caso di difficoltà vissute nel mondo on line è importante ricordare che è possibile segnalazione e chiedere la rimozione di contenuti online offensivi e/o indesiderati.

Ciascun minore ultraquattordicenne o i suoi genitori o chi esercita la responsabilità legale sul

minore che sia stato vittima di cyberbullismo può inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali o al gestore del sito internet o del social media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi nella rete. Se entro 24 ore il gestore non avrà provveduto, l'interessato potrà rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore. Il Garante della Privacy ha pubblicato nel proprio sito il modello per la segnalazione/reclamo in materia di cyberbullismo da inviare a: cyberbullismo@gpdp.it.

Se desideri ottenere ulteriori informazioni riguardanti le

iniziative contro il bullismo del Ministero dell’Istruzione consulta l’utilissimo portale Generazioni Connesse con informazioni e materiale utile per lavorare con bimbi e ragazzi di ogni età.




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